domenica 29 aprile 2012
domenica 11 marzo 2012
Nella prima settimana di maggio si svolgeranno le Amministrative 2012.
Un lustro addietro si era già in piena campagna elettorale e la sfida era improba.
Oggi è stato spazzato via dagli eventi, e fra un pò proprio dalla chiamata alle urne, un cognome che ha segnato più di un decennio: Cuffaro (curiosamente è stato ripescato nelle avventure del Giovane Montalbano).
Fra qualche giorno, immagino, rivedremo quel librettino, stampato a nostre spese, in cui si glorificano le attività dell’Amministrazione uscente dichiarandole in stringente ossequio a quanto affermato nel programma elettorale se non oltre.
Ma al di là del marketing politico, possiamo veramente dire che la condizione rispetto a 5 anni fa sia mutata in positivo?
A sentire il Sindaco si.
Volete mettere: è stata realizzata e consegnata la nuova Caserma dei Carabinieri.
Ora uno dei luoghi dove uno non vorrebbe mai entrare (insieme a Ospedali, Carceri e Tabutu) qual è?
È stata finalmente consegnata la Circonvallazione. Ottimo!
È stato inaugurato l’Ex Ospizio. Perché non ci andate?
L’Oasi, se ve la ricordate ancora.
Invito a riflettere sull’uso improprio del termine OASI che non è una zona franca, una specie di paradiso terrestre, ma solo una zona dove è possibile la vita, racchiusa in una ben più grande zona dove questo non è possibile.
E se esiste un’OASI esiste quindi una zona circostante in cui non c’è vita. Ottima prospettiva.
La lista completa di opere e attività la leggeremo in quel librettino o la sentiremo nei comizi di metà aprile.
Uno degli sport preferiti dal Sindaco e dal suo entourage (sodali ha il copyright) è quello di sottolineare incessantemente i transiti di fine stagione.
È l’argomento del momento.
Ma lo poteva essere anche cinque anni fa. Se si vuole proporre un gioco: Aguzzate la Vista della Settimana Enigmistica sembra quello appropriato.
L’accostamento, già oggi, di simboli di partito che non sono mai stati vicini crea, in alcuni, non pochi imbarazzi.
Ma è forse la prima volta?
Nella seconda edizione dell’Amministrazione Tuttolomondo, anno 1998, ci si ritrovò dentro con i Popolari e Lista Dini e alcuni dei candidati di allora sono gli stessi che oggi hanno stretto alleanza con il PD.
La questione non può essere derubricata in questo modo però.
A breve, si spera, usciranno i nomi dei Candidati alla poltrona di Sindaco. Fatto rilevante che potrebbe passare in secondo piano se dietro ad ognuno di loro vi fosse una progettualità.
Progettualità che potrebbe essere dettata anche dalla nuova legge elettorale che non permette la sfiducia al Sindaco per i primi 24 mesi del mandato.
Ognuno dei candidati alla massima poltrona potrebbe, quindi, presentare ai cittadini il proprio progetto ed una squadra di assessori di cui si fa garante e di cui garante è la compagine che lo sostiene, scevro da vincoli prettamente numerici.
La fiducia che i cittadini riporrebbero nei propri candidati sarebbe perciò suffragata non solo dall’appeal del Sindaco ma (io direi soprattutto) dalla garanzia, dall’impegno, che lo stesso ha preso nell’assicurare una continuità amministrativa, perlomeno di 2 anni, con un squadra precisa.
Diversamente il rischio che si corre è quello di fare accordi a consuntivo che nessuna certezza offrono al cittadino in termini di trasparenza nelle scelte e che quindi si presenterebbero, allo stesso, sotto la seguente forma: AMICO MIO…TA MANGI CA TA QUADIU??
martedì 6 marzo 2012
Erano gli ultimi giorni di vita di mia Nonna.
A Zia Nena.
Siamo nel 2003 e in una delle mie visite la trovai insieme una sua vecchia amica.
Fui testimone di una discussione che arrivò fino alla bolletta, appena arrivata, della spazzatura.
“Nena m’arriva a munnizza….sti malasciurtati…ma j c’avissi pagari? Me maritu ogni jornu sa porta n’campagna p’abbruscialla…”
Io ascoltavo divertito, mia Nonna non rispose nulla e la comare capì, seppur contrariata, che “a Nena” in quei momenti poco interessava delle sue noie coi tributi.
La comare rivendicava lo smaltimento, in proprio, dei rifiuti tramite incenerimento e pertanto nulla aveva a che spartire con chi chiedeva (“i malasciurtati”), a torto, il ristoro dei costi del servizio.
Ovviamente pagò.
Simili pensieri attraversano recentemente le menti di alcuni nostri compaesani. Oggi ci si chiede se sia giusto pagare le bollette in relazione ai servizi prestati.
Rigurgiti di civiltà dettati soprattutto dalla mano in tasca che dovranno mettere per saldare le bollette inviate dal Comune e riscosse da AeG.
La questione è piuttosto complicata perché vi sono interessi in gioco piuttosto rilevanti e leggi e contratti che difficilmente permettono repentine marce indietro.
Andiamo con ordine.
Nel novembre-dicembre 2010 stavo facendo, per conto dell’ISTAT, il rilevatore del Censimento per l’Agricoltura.
Quando potevo mi mettevo in macchina con le mie schede e bussavo alle porte delle cosiddette “unità censuarie”. Mi aspettavo una certa riluttanza, ma non la paura di vedersi dinanzi “Chiddu da munnizza”.
“Lei chi è chiddu da munnizza?”. “No signu’…sugnu cca picchi…” e cercavo di spiegare che una lettera li aveva avvisati circa l’obbligo di risposta al questionario che gli proponevo, che nessun controllo era in atto e che qualcuno mi aveva mandato lì per essere di ausilio.
La campagna pubblicitaria del Censimento per l’Agricoltura non era stata felice: nessun manifesto, poca pubblicità sui media…insomma era difficile farsi credere, bisognava elencare, il più delle volte, le proprie parentele talvolta arrivando fino a Zia Nena…”chidda ca faciva gnizioni”.
Alcune volte mi divertivo, altre meno ma insomma ce l’ho fatta.
Ma riflettendo: la campagna del Comune circa la riscossione dei tributi non era stata così diversa da quello del Censimento e molti non avevano neanche ricevuto l’avviso di accertamento.
Non era poi pensabile che tutti fossero degli evasori.
Cosa giustificava i loto timori?
Non è mai bello ricevere un controllo. E chi conosceva l’AeG?
Oggi è noto a tutti che né Consiglieri di maggioranza, ne Assessori, allora in carica, conoscevano tale società, figurarsi quei poveri cittadini barricati dietro le loro porte.
Ancora oggi questa entità imprenditoriale ai più è ignota nelle più alte cariche (Presidente, Amministratore delegato…eccetera) di essa si conosce il volto dei rilevatori (alcuni neanche di Raffadali) e basta.
Volto dei rilevatori che era presente, correttamente, nell’avviso di accertamento.
Ma il Sindaco e la sua Amministrazione stavano mandando degli accertatori tramite l’AeG nelle case di Raffadali e quali strumenti di informazione, non dico di difesa, fornivano ai propri cittadini?
Sul sito del Comune vi era esclusivamente il Regolamento della Tarsu , un pdf di un dattiloscritto, in cui nessuna informazione vi è circa le superfici da computare ai fini del calcolo (magazzini, solai, sottoscala, ripostigli di altezze inferiori ai 2,40 m, vani scala, ecc).
Nessun cenno.
Come poteva difendersi il cittadino?
Nell’avviso di accertamento, se non erro, era lasciata facoltà al cittadino di chiamare un tecnico a proprie spese che avrebbe valutato le superfici oggetto di tributo.
Bella roba!
O l’accertamento gratuito senza strumenti in grado di rendere edotta la popolazione o paghi e ti togli lo sfizio di sapere attraverso un tecnico che per te assevera.
Grandioso!
Ma Raffadali era ancora nel periodo della narcosi da azoto che (fonte: Wikipedia) è quella in cui il soggetto inizialmente vive uno stato di lucida euforia ma in seguito,…omissis…, la sua mente si offusca completamente.
In sintesi: nessun cittadino è stato messo in grado di poter difendersi in contraddittorio nell’accertamento.
L’AeG opera l’accertamento e non credo che negli obblighi contrattuali abbia l’informazione dei cittadini, ma l’Amministrazione?
La responsabilità quindi è tutta politica.
Le più alte cariche politiche di Raffadali, di allora e di oggi, nel corretto principio di far pagare tutti non si sono presi la briga di tutelare tutti.
Singolare come scelta!
Ma non è certo stata l’unica scelta singolare.
Ve ne è una ancor più importante. La frase ricorrente: PAGARE TUTTI PER PAGARE MENO! (che per convenienza sintetizziamo in PTxPM)
Oggi a questa bella frase va aggiunto: “MA PAGARI A CU???”.
Quanta informazione è stata fatta circa il contratto che AeG ha con il Comune?
Quanti soldi andranno al Comune e quanti ad AeG?
Neanche oggi è possibile sapere da Consiglieri., Assessori e Sindaco quanto entrerà nelle casse del Comune per effetto dell’operazione PTxPM e quanto nelle casse di AeG.
Il tutto ovviamente è improntato alla tutela dei cittadini onesti che sempre hanno pagato.
Ma i cittadini onesti sanno quanto dei crediti che verranno riscossi da AeG ritorneranno sottoforma di servizi alla cittadinanza? Nonzi.
Le singolarità non sono finite.
Il Vicesindaco ha tenuto ad informare che “per venire incontro alle esigenze dei cittadini, ha messo a punto un nuovo regolamento, con valenza retroattiva, che condonerà sanzioni e interessi sulle bollette già emesse e recapitate ai cittadini raffadalesi. Il nuovo regolamento consentirà di postergare tutte le scadenze fino al prossimo 30 giugno, in attesa che tutte le bollette vengano rivalutate e ridiscusse alla luce del nuovo regolamento. Mi auguro che tutto il Consiglio prenda veramente a cuore i bisogni e le esigenze dei raffadalesi e approvi questo regolamento con grande senso di responsabilità".
Nulla da eccepire, al momento, sul nuovo regolamento retroattivo e le proroghe (a seguire un paio di considerazioni) ma il Vicesindaco non può augurarsi che il Consiglio prenda a cuore i bisogni. Esiste una Maggioranza in Consiglio che sostiene il Vicesindaco - e l’Amministrazione tutta - che deve garantire il sostegno all’azione della Giunta.
Sembra quasi che il Vicesindaco sia dell’opposizione. In genere l’opposizione si augura e la maggioranza decide.
Il nuovo regolamento nel Consiglio Comunale del 24 febbraio 2012
Il concetto poco fa espresso è stato ribadito dal Capogruppo del Pd in Consiglio, ed è stato proprio il Sindaco a giudicarlo ineccepibile, smentendo di fatto le parole del proprio Vice.
Ma non è stata l’unica smentita.
Vi è stato qualcosa che non ha funzionato nei ranghi dell’opposizione.
Claudio Di Stefano ha parlato per quasi un’ora, analizzando la questione e infine arrivando ad una proposta che avrebbe chiesto (non è ha avuto modo e tempo) di mettere ai voti.
Tale linea non è stata sostenuta dagli altri due consiglieri di opposizione che hanno poi preso parola.
Galvano (PD) proponeva l’approvazione del Regolamento proposto da Sindaco con riserva (cioè in attesa del parere della Corte dei Conti).
Virone (PD), intervenendo per ultimo, invitata la maggioranza in Consiglio a votare il Regolamento proposto in forza dei numeri.
La maggioranza ha quindi ha approvato il Regolamento.
Non si spiega il perché dell’intervento appassionato di Claudio Di Stefano se poi non se ne è sostenuta la ragione.
Una citazione meritano i toni aulici toccati dal Sindaco e da Di Stefano nel disquisire sui reciproci percorsi accademici. Un raro esempio di stile.
Ma cosa prevede questo benedetto Regolamento?
È stato recentemente pubblicato sul sito del Comune di Raffadali e udite udite….appena aperto il file: “OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento viene adottato ai fini dell’introduzione dell’istituto del condono dei tributi locali e l’applicazione del medesimo istituto sulla base dei criteri stabiliti dall’art. 13 della legge n. 289/2002 (finanziaria 2003).”
Quindi “Pagare tutti per pagare meno”…ma con Condono delle sanzioni e per alcuni anche degli interessi (in funzione della data di notifica dell’avviso di liquidazione o accertamento).
Ecco come si tutelano i cittadini onesti. Condonando!
Il Sindaco che aveva promosso l’iniziativa all’insegna dell’uguaglianza utilizza lo strumento più iniquo e incassa anche i favori della gente presente in Consiglio e non (questa è la mia percezione) all’insegna dell’ABBONE’.
Un ottimo risultato per il Sindaco viste le premesse.
martedì 28 febbraio 2012
Settimane animate quelle appena trascorse a Raffadali.
Consigli Comunali infuocati, comunicati stampa…e volantini.
Il tema principale sembra essere, dopo la parentesi Tarsu, la candidatura a Sindaco.
Nessuno ha osato dichiarare, pubblicamente, INACCETTABILI i volantini ANONIMI distribuiti poco tempo fa (spero di essere smentito).
Ci si preoccupa della democrazia, della partecipazione, ma quando questa viene vilipesa, mortificata, da anonimi: nessuna condanna, nessuna presa di posizione.
Lasciar scivolare tra la gente quel volantino, senza ripudiare violentemente il gesto, è molto pericoloso.
Si abbia il coraggio di difendere quel che si pensa e non si utilizzi lo scudo dell’anonimato per, impunemente, attaccare.
Tanto più se quel “segue” in calce al volantino lascia presagire il replicarsi dell’evento.
Quel che è ancor più strano è che entrambi gli schieramenti siano rimasti silenti.
Così lo si legittima, tacitamente.
Un grande e pericoloso errore.
giovedì 29 dicembre 2011
Carissimo Peppe Pane,
ho appreso direttamente da te della lettera, pubblicata su AdEst, che mi hai indirizzato.
L’ho appreso la mattina del 26 dicembre durante la telefonata in cui ti invitavo alla manifestazione per la Consegna della Sede alla Consulta.
Non senza disappunto ho letto, poi, le tue intempestive e singolari parole.
La questione sarebbe rimasta nell’alveo del privato, ovviamente, se non avessi voluto scrivere e pubblicare su AdEst le tue parole.
Anche se nel seguito avrò modo di spiegare come è nato e come si è dissolto il tutto, debbo sin da ora ringraziarti per permettermi, dopo giornate pesanti di abbuffate e nottate legate non soltanto alle attività ludiche proprie del periodo natalizio, di dare solo una mezza risposta.
Si perché lo stato dissociativo, da te palesato nella lettera, mi obbliga a rispondere ad uno solo fra Dr Jekyll e Mr Hyde.
Torniamo indietro di alcuni mesi….Rewind.
Quando Nino Di Noto diviene Assessore, e ti subentra nel ruolo, alla prima occasione utile, la prima Assemblea della Consulta, sei stato invitato e di concerto (ma scrive qualcuno per cui la parola vale più di una cambiale) si è deciso che nella manifestazione di consegna della Sede tu saresti intervenuto.
Il motivo di ciò: l’ultimo atto della tua presenza in Giunta, il 31 Dicembre 2010, era la firma apposta dal Sindaco nella Determina di assegnazione dei locali alla Consulta Giovanile.
Lì è terminata la tua esperienza di amministratore.
Tale esperienza, vissuta compiutamente, ti avrebbe portato a capire, da solo, come la presenza in manifesto del tuo nome non soltanto non era possibile (al momento non ricopri, se non erro, incarichi amministrativi) ma non era neanche pensabile inserire la dizione: ex Assessore alle Politiche Giovanili (non essendo stato l’unico ad aver ricoperto l’incarico, come ti ho spiegato, avremmo dovuto inserirvi tutti).
Non era pensabile neanche inserire: SPECIAL GUEST – PEPPE PANE a cui i tuoi trascorsi di DJ ti hanno abituato.
E con questo non ho fatto altro che trasporre in parole, esclusa la digressione del DJ, ciò che ci siamo detti a telefono il 26 Dicembre.
La tempestività delle tue parole.
Fino ad oggi si era parlato, perché sottoposto al giudizio dell’opinione pubblica mondiale, di Guerra Preventiva.
Mai credo ci si sia lamentati, pubblicamente, circa un mancato invito prima che una manifestazione, un evento, fosse avvenuto.
Leggendo AdEst, avevo davanti invece una lettera di LAMENTELA PREVENTIVA.
A cui non ho fornito una risposta preventiva.
Ma Peppe, immaginiamoci dei bambini che si lamentano con Babbo Natale il 21 Dicembre per non aver ricevuto nulla il 24 notte?
La risposta la hai avuta, ben prima di questa missiva, da chi ti ha informato circa le parole utilizzate nel mio intervento durante la Consegna della Sede. Parole, per la verità, replicate dal Sindaco a chiusura della manifestazione.
Ho atteso la tua presenza martedì sera confidando nella risposta avuta per telefono: “Sono felice di ricevere questa chiamata, verrò di sicuro…ci vediamo là”.
Ho ricevuto invece solo una tua chiamata la stessa sera, dopo la manifestazione, in cui mi ringraziavi per le parole usate nel mio intervento e mi raccontavi dei tuoi impegni nel nuovo negozio di Agrigento.
Ma dico io: se qualcosa di preventivo e sicuro c’è questo - lo presumo - è il calendario dei tuoi impegni.
Non potevi preventivamente valutare che non saresti potuto venire ed evitarti una lettera PREVENTIVA?
Non poteva Dr. Jekyll dire a Mr Hyde:“Almenu aspetta u 27…versu l’ottu di sira…e po lamentati”?
La singolarità delle tue parole.
Come ti ho detto a telefono, parlare di Cerimonia per la Consegna della Sede alla Consulta - che come ho sottolineato nell’intervento ricade in un periodo di festività e regali, ma che non si configura assolutamente come un cadeau - è improprio.
I locali della Sede della Consulta li ha assegnati il 31 Dicembre del 2010 il Sindaco grazie all’Ordinanza che tu gli sottoponesti ed all’impegno da te profuso nel periodo in cui hai rivestito l’incarico di Assessore alle Politiche Giovanili.
Nessuno può negare ciò.
Ma io non sono abituato alle Cerimonie, soprattutto quando si tratta di qualcosa che è stabilito statutariamente.
Le Cerimonie sono, ed in questo spero di non dirti nulla di nuovo, i momenti di cui ha bisogno la politica.
“Oggi non viene consegnata la Sede a questa Consulta ma all’intera comunità di giovani raffadalesi che si riappropriano di un pezzo dell’ex Palazzetto dello Sport che è stato loro espropriato per il lavori nel Nuovo Palazzo di Città.
Per questo spero che l’esperienza della Consulta venga replicata dalla nuova Amministrazione, che si troverà, per così dire, il compito facilitato”.
Sono, quelle in corsivo, alcune parole del mio intervento.
Di fronte a ciò che senso ha scrivere “hai capito che non ti hanno neanche invitato alla cerimonia, apprendi solo dai manifesti l’evento, e neanche una chiamata, quando in passato serviva chiamarti ti chiamava sempre…ed inoltre (dal sito della consulta) si ringrazia per altro pubblicamente e sinceramente l’assessore di turno per la voglia e la tenacia dimostrata e profusa per l’assegnazione della sede…”
Non sono stati fatti inviti cartacei, hai ricevuto la mia chiamata e ovviamente non hai l’esclusiva dei ringraziamenti…se solo volessi leggere per cosa sono stati fatti e cioè “per le operazioni di consegna” e non per l’assegnazione.
Tutti sappiamo quanto politicamente siamo distanti con Nino di Noto ma questo non toglie che gli venga riconosciuto lo sforzo e l’impegno, tanto più se a farlo è il sottoscritto. È stato uno dei pochi interlocutori con cui ci si è raccordati sullo stato di avanzamento delle operazioni di consegna.
Io considero, e li consideravo quando tu li individuasti, i locali assegnatici inidonei, ma non mi sarei sognato di fare lo schizzinoso, di dirti “Pè, ma u vidi ca si un mi calu dugnu u tuppu?”.
Credo, a ragion veduta, che potendo scegliere nessuno avrebbe scelto quei locali.
Ma era evidente che sottoponendomi quella stanza non avevi altra scelta.
Non ho scritto alcuna lettera per lamentarmi.
Così come nessuno si è mai lamentato delle mie chiamate - semmai queste fossero state unidirezionali - neanche il Sindaco.
Non sono mica servite per avere un appalto o per chiedere favori, ma per aver assegnata una Sede.
Un diritto.
”Lo vedi Peppe, a volte gli uomini hanno la memoria corta, e si scordano facilmente dei sacrifici fatti, prendono sempre per buono l’ultima cosa detta o fatta, scordano il passato, dovresti essere lo stesso fiero che un progetto che tu hai iniziato, adesso vada in porto, forse hanno perso il tuo numero di cellulare, e non hanno potuto chiamarti”.
Mi spiace Peppe il progetto non lo hai iniziato tu.
E’ scritto nello Statuto.
“Art. 11 – Sede - La sede della Consulta Giovanile Comunale è il Palazzo Comunale. Le riunioni si devono tenere in locali del Palazzo Comunale. L’agibilità di altre sedi per riunioni e dibattiti deve essere preventivamente autorizzata dal Competente Organo Comunale.
Semmai va dato atto ai Componenti TUTTI della Consulta di aver dimostrato grande determinazione e tenacia nell’aver atteso tre anni per l’assegnazione e quattro anni per la consegna ufficiale della loro Sede.
Ed in questo senso è improprio anche ritrovare la notizia “L’amministrazione comunale di Raffadali, come da tempo promesso, ha consegnato la sede alla consulta giovanile”.
Perché non lo ha promesso.
Lo ha stabilito nel momento in cui ha deciso di creare la Consulta e di approvarne Statuto e Regolamento.
“Ci vuole più coraggio per dimenticare che per ricordare”
Quando hai fatto la scelta di impegnarti con questa Amministrazione credo di essere stato uno dei pochi ad aver avuto il coraggio di esprimere un’idea diversa da quella che circolava fra i banchi della sinistra raffadalese. (vedi il post I FEDELISSIMI DI CUFFARO)
Ho avuto l’impressione leggendo la tua lettera, che tu abbia voluto toglierti dei macigni dalle scarpe ed hai pensato di farlo con il sottoscritto.
Hai sbagliato indirizzo, caro Peppe.
E tu lo sai.
Credo che avrai modo di scusarti non con la mia persona, ma con la Consulta tutta che prima di andarti a fare il Natale serenamente hai mandato a quel Paese.
Giorni addietro leggevo le tue parole, su AdEst, sul “disturbo” nella Manifestazione in ricordo del Sen. Di Benedetto ad Agrigento.
Perché hai scritto il post dopo quella Manifestazione? Non potevi farlo una settimana prima?
A questo punto potrei augurarti, per rimanere in tema (o per restarne fuori), un buon 25 Aprile.
Ti auguro invece un Felice Nuovo Anno sperando che la questione sia possa considerare definitivamente conclusa.
Josè
