mercoledì 2 dicembre 2009

PUNTI DI VISTA

RAFFADALI: NON E' UN PAESE PER VECCHI?

Ieri ho percorso per la prima volta la tanto agognata Circonvallazione. Era il giorno dell’inaugurazione. Un giorno importante per Raffadali perché finalmente viene consegnata alla cittadinanza un’opera tanto attesa.

Era sera e attraversando quella strada, di ritorno da Palermo, ho scorto la mia città sotto un altro punto di vista. L’oscurità mi ha permesso di vedere solo i punti, le aree illuminate, pertanto ho voluto ripetere l’operazione l’indomani.

In realtà si tratta di una infinità di punti di vista successivi, nessuno per la verità suggestivo, ma ciascuno dei quali (soprattutto quelli sotto la Via Canale) da accesso visivo a nuovi prosceni.

La circonvallazione fa finalmente vedere quanto sia diventato periferia il centro storico. La Via Canale e la Via Sgarano hanno rappresentato la Raffadali dei primi anni del dopoguerra. Da lì sono venuti gli amministratori degli ultimi 40 anni. Un retaggio storico che, anche per la volontà di alcuni dotti lì natii, è stato, volutamente, tranciato. Raffadali è un paese cui sono state divelte le radici e che forse, in tendenza con gli usi agrigentini, ritiene inopportuno ricordare.

Legarsi a qualcosa non universalmente riconosciuto, in epoca di globalizzazione, non porta vantaggi, non è da traino commerciale e turistico appare provinciale. E oramai si fa di tutto pur di non sembrare tali. Ci si sta uniformando sempre più ad un approccio consumistico, di marketing e se il prodotto non tira non lo si valorizza. In realtà si stanno perdendo delle occasioni importanti.

Occasioni per ricucire un tessuto sociale frammentato, una comunità che non ha più luoghi dove riconoscersi, dove incontrarsi, dove dibattere, dove crescere.

La presenza di una nuova infrastruttura appena inaugurata, e di altre in divenire (la caserma ad esempio, l’ex ospizio) non devono e non possono distogliere l’attenzione su ciò che è assente. E non lo è da sempre.

L’utilizzo del Palazzetto dello Sport come sede Comunale ha eliminato, fatti salvi le palestre scolastiche e il Campo Sportivo, l’unico punto di ritrovo di giovani, e perché no, anche di meno giovani che abbiano voluto praticare sport, alternativi al calcio, o semplicemente seguire dei corsi di ginnastica. Si tratta di spazi di aggregazione che non esistono più, così come non esiste più un centro di miscelazione sociale come il Villaggio della Gioventù, vero nucleo di sintesi culturale

Molte volte in campagna elettorali, soprattutto, ci siamo ritrovati a sentire riproposizioni in diverse chiavi sull’utilizzo della struttura. Le ultime tendenze indicano nella concessione a privati la soluzione per garantirne il funzionamento. È indubbio che le finalità del pubblico e del privato non collimano e non starò qui a disquisire sul perché. Quello che bisogna chiedersi è: bisogna, giocoforza, pagare un prezzo per migliorare la qualità della vita di una comunità? Se si, bisogna pagarlo a dei privati o pretendere una giusta suddivisione delle entrate comunali per soddisfare i bisogni di tutti? O ancora: si è disposti a sostenere un surplus di costi, al Comune, pur di permettere l’accesso a tutti? Queste scelte sono ovviamente fortemente politicizzate, e si spera rimangano solo tali.

Di fronte all’assenza ed alla negazione pretestuosa di spazi d’uso comune, come l’Ostello della Gioventù, cristallizzati all’interno di un gioiello ben più grande non si può essere silenti. Come ricorderete richiesi all’allora Vicesindaco Argento, e all’immediato sostituto, l’assegnazione dell’Ostello quale sede permanente della Consulta Giovanile. Lo ritenevo, e lo ritengo, un giusto modo per valorizzare la struttura, un giusto segnale dell’Amministrazione verso i Giovani e nello stesso tempo un modo per restituire alla cittadinanza, tutta, uno spazio fisico, non virtuale, aggregativo. Seppur distante dal centro cittadino l’apertura al pubblico dell’Ostello avrebbe potuto rappresentare l’inizio di una nuova fase amministrativa, una mano tesa ai giovani, un segnale, ripeto, a significare: tocca a voi. Non lo si è voluto, e questo non mi preoccupa, mi hanno preoccupato invece le modalità con cui è stata gestita la vicenda e le evidenti basse stature istituzionali di alcuni amministratori.

Con orgoglio da circa 18 mesi mi ritrovo a presiedere la Consulta Giovanile Comunale. Ripeto con orgoglio perché rappresentare la propria cittadina è un privilegio a qualunque livello.

La Consulta Giovanile nasce come ultimo atto dell’Amministrazione Casalicchio, ad opera dell’allora consigliere comunale Argento, e vede la luce, ad opera dello stesso attore, immediatamente dopo l’insediamento del Sindaco Cuffaro. E’ manifesta, quindi, la volontà non solo di voler creare questa nuova struttura istituzionale ma appare oltremodo chiaro che ad essa si riferirà l’Amministrazione per interfacciarsi con le fasce giovanili di Raffadali.

Ci sono state delle difficoltà, è vero, ed ho avuto la pazienza di attendere. Attendere che questo nuovo Organo venisse digerito negli schemi oramai consolidati (Sindaco, Giunta, Consiglio) dell’Amministrazione, attendere che ci venisse assegnata una sede fisica, attendere che venisse garantita una autonomia minima finanziaria per fare, e non solo pensare, delle iniziative, attendere che insomma quello che mi apprestavo a rappresentare venisse riconosciuto.

Accanto, ed in momenti alterni, ho trovato consiglieri di minoranza e maggioranza, che qui indistintamente ringrazio, lo stesso Sindaco, alcuni Assessori, ma non sono mancati ed in misura ben più corposa gli ostili, i diffidenti e le “penelopi”.

Nel periodo, lungo, di attesa mi sono spesso ritrovato a vedere, come tanti, assegnare, a titolo certamente non gratuito, la quasi totalità delle manifestazioni ludiche e culturali paesane ad una associazione “Raffadali e Bioetica”. Associazione che non aveva, nel 2008, nemmeno i requisiti per essere ammessa in Consulta. Associazione che era presieduta dall’allora Vicepresidente della Consulta Nicola Marro (UDC) di cui è stata nota l’assenza di iniziative culturali, perlomeno nel primo anno di vita della Consulta. Lo stridere di questi due distinti comportamenti non è passato inosservato. Più volte mi sono chiesto come poteva l’Amministrazione chiedere un requisito per accedere, a titolo partecipativo, ad un Organo Istituzionale ed ignorare tale vincolo nell’assegnazione di somme non indifferenti per l’organizzazione di manifestazioni ludiche o culturali. Tutto ciò è rimasto sottaciuto e senza una adeguata risposta. Così come appare incongrua la decisione di non concedere l’Ostello della Gioventù ad un gruppo in cui ci partecipano elementi cui l’Amministrazione ripone estrema fiducia.

Nell’attesa, con i margini di movimento che avevamo, abbiamo comunque, con entusiasmo sempre più scemante, iniziato a riunirci, programmare, pensare, discutere, confrontarci.

Ci mancavano i giusti appoggi dentro la Giunta, ci mancava il giusto sostegno da parte del Vicesindaco Argento, ci mancavano i soldi per bandire il concorso di idee del Logo, i manifesti, la carta riciclata (nella prima seduta ne è stato deliberato l’uso) non mancavano, però, le belle parole.

Solo l’intervento del Sindaco, sotto mia insistita pressione, ha permesso la pubblicazione del bando per il concorso d’idee del Logo. Un bel segnale che non ho dimenticato, rafforzato dalle parole di stima rese dallo stesso al giornalino dell’UDC pubblicato in occasione del 1 maggio 2008 in cui veniva menzionata la Consulta e lodata la attività che il sottoscritto aveva fino a quella data condotto.

Fu invece accantonato un altro Concorso d’idee per la fruizione del Villaggio della Gioventù. La struttura mi fu detto, dal Vicesindaco Argento, è sotto sequestro, vedremo in seguito. Una frase ricorrente a ragion veduta.

In quel primo anno all’unanimità abbiamo provveduto a modificare il Regolamento della Consulta. La presentazione della proposta di modifica del Regolamento è stata susseguente alle numerose richieste da parte dell’ Ass. Argento, nel periodo marzo-giugno 2008, di regimentare in maniera ordinata le nuove richieste di adesione, possibilmente confinandole in un determinato periodo dell’anno. Eravamo finalmente pronti, dopo un notevole periodo rodativo.

I numerosi cambi delle figure assessoriali di riferimento non ci hanno favorito, non solo a noi ovviamente, ed eravamo già alla fine del primo anno. Intanto l’Assessore alle Politiche Giovanili era divenuto l’Avv. Claudio Di Stefano.

Ci apprestiamo alla prima votazione per partecipare alla Consulta, quella dei rappresentanti degli studenti delle scuole superiori (a cui si è dato accesso col nuovo Regolamento). I numeri riscontrati, 122 votanti, ci confortano e ci gratificano dell’attesa. L’Amministrazione, che tanta attenta è alla comunicazione verso l’esterno, ignora un evento altamente significativo in un periodo in cui i più giovani si dichiarano distanti e disinteressati alla politica.

Viene pubblicato il bando per la riapertura delle partecipazioni alla Consulta. Riceviamo circa 30 istanze. Un altro ottimo risultato a riprova dell’attenzione e dell’attesa che c’è verso la Consulta da parte di associazioni e partiti. Si arriva così alla seduta di rinnovo delle cariche col contestuale insediamento dei nuovi componenti.

Vi risparmio i dettagli, a fronte della mia rielezione all’unanimità, con atteggiamenti aggressivi ed evidentemente pretestuosi si è arrivati dopo circa tre ore alla definizione dei nuovi quadri. Mi sono scusato in quell’occasione, con in nuovi componenti tutti, per lo spettacolo indegno a cui avevano assistito. Spettacolo che non avrà una replica e che mi ha avvilito soprattutto in relazione agli sforzi profusi nella apertura della Consulta verso i settori più giovani a cui senz’altro non sarà sfuggita la mia profonda indignazione.

Superata, non senza strascichi, questa situazione ed in attesa perenne dell’assegnazione della sede, decidiamo di fare una iniziativa che compendi al proprio interno tutte le attività della Consulta nel primo anno. Maggio era alle porte e caratterizzare la prima iniziativa pubblica nella memoria di Giovanni Falcone è sembrato naturale e doveroso. Invito il Presidente della Commissione Antimafia all’ARS On. Speziale, intervengono il Sindaco, Il Presidente del Consiglio, l’Assessore Di Stefano, il Direttore Didattico della Scuola Garibaldi. La Dott. Graziella Rizzo provvede ad invitare tutti i rappresentanti politici ed istituzionali gravitanti su Raffadali, fa da cornice canora il Gruppo di Garibaldini.

Seppur nel ricordo, triste di quell’evento, la giornata è servita a promuovere l’uso della Villa Saetta e Livatino per le manifestazioni, a pubblicamente premiare il Vincitore del Concorso d’idee per il Logo della Consulta, Arch. Fabrizio Sciarratta, e a conclusione, perché il ricordo di quell’evento permanga, a piantumare l’Albero di Falcone all’interno di una delle aiuole. Quest’ultima attività è stata possibile grazie alla disponibilità, in toto, dell’Assessore Iacono Manno. Per l’occasione il Sindaco annuncia di voler tenere per sé la delega alle Politiche Giovanili, su mia proposta, date le repentine successioni che tale delega ha subito con le conseguente decelerazioni nell’azione politica, e seppur informalmente s’impegna a sostenere un emendamento al Bilancio per la costituzione di un apposito capitolo di spesa: Spese per il funzionamento della Consulta.

A giugno ‘09 mi ritrovo fra gli intervenuti al Consiglio Comunale Straordinario con tema “il Piano Strategico”. Devo sinceramente ammettere, come feci in quella sede, che l’argomento mi era nuovo, e che mi sono dovuto documentare per capire quale fosse lo spirito di un Piano Strategico e che significato avesse proporlo a Raffadali.

Nel mio intervento, che molto sinteticamente il Prof. Trapani riassume nella reportistica di progetto, ho voluto sottolineare (per rendere agevole la discussione alle presenze in aula) che il PS è uno strumento volontario, non cogente, e come tale prevede il raggiungimento di obiettivi che siano condivisi da Amministrazione e Cittadini. Ho voluto rimarcare l’assenza non solo di questo passaggio fondamentale, ma e soprattutto direi, della programmazione in chiave identitaria del Paese Raffadali. Pensate che nella brochure ad identificare il Comune di Raffadali, in una delle foto che ritraevano il simbolo di ogni cittadina aderente al progetto, vi era l’impianto di fitodepurazione sito al Villaggio della Gioventù. Che voi sappiate l’impianto di fitodepurazione, nel rispetto dell’opera e di chi vi opera, è rappresentativo dell’intera cittadina? Il Castello Chiaramontano di Favara, le Maccalubbe di Aragona, il Castello dei Colonna di Joppolo e l’impianto di fitodepurazione di C/da Beddie.

Di chi è la responsabilità se non esiste un luogo, parimenti alle cittadine vicinore, condiviso e capace di rappresentare per immagine la nostra Città?

Ovviamente il Comune Capofila del progetto PS è Favara, non a caso l’unico Comune ad aver avviato un percorso di condivisione della programmazione con i cittadini (di tutte le fasce d’età) con il progetto “Agorà dei diritti”. L’unico quindi a conoscere e aver determinato i propri obiettivi strategici e ad averli condivisi con percorsi democratici, non solo elettorali. Rilevo inoltre che, e sono state le mie prime parole al Prof. Tomaselli prima dell’intervento, dovendosi necessariamente attuare un percorso di condivisione dei contenuti del Piano Strategico e dovendosi questo concludere entro il 31/12/2009 si era già in ritardo.

L’intervento è stato apprezzato, perlomeno questi sono i feedback ricevuti, e ovviamente ancor di più dal Sindaco di Favara, Russello.

L’assenza di dibattiti interni alla cittadina e spazi di confronto tanto nella comunità giovanile quanto nella comunità tutta è stata interrota nel periodo settembre 2009 da una serie di manifesti di critica nei confronti dell’Amministrazione e ad una quantomeno singolare risposta.

La questione sarebbe di interesse marginale se i manifesti in questione non portassero in calce le firme di aggregazioni politiche aderenti alla Consulta.

In particolare credo sia stata di difficile interpetrazione, per tutta la cittadinanza,il manifesto recante le seguenti parole “ VI MANCA U PILU PI ESSIRI SCECCHI”.

Agli autori, o comunque ai rappresentanti dell’UDC in seno alla Consulta, verrà data l’opportunità di fugare i dubbi interpretativi e di disquisire sull’argomento in sede Assembleare dando i giusti caratteri a frasi che oggettivamente non contribuiscono né a stemperare i toni ne ad elevare, in senso estetico e contenutale, la dialettica ed il confronto politico.

E’ di epoca più recente l’apertura della vecchia, storica sede Comunale dopo i lavori di ristrutturazione.

Dal Sindaco, e dai suoi succedanei, ci è stato più volte detto che, non potendosi ottenere accesso all’Ostello della Gioventù, non appena il Palazzo di Città veniva riconsegnato la Consulta avrebbe avuto la Sede in uno dei locali ivi disponibili.

Devo necessariamente rilevare che nessuna comunicazione, come del resto in altre occasioni, ho ricevuto dal Sindaco e che soltanto le mie insistite e frequenti telefonate hanno sollecitato lo stesso nel rispetto delle disponibilità più volte enunciate.

In attesa di una giusta risposta ho provveduto a ripresentare richiesta di assegnazione della sede.

Mi ha però colpito la scelta, non so quanto provvisoria, di assegnare all'ufficio tributi i locali della vecchia biblioteca e che nell'intento dell'amministrazione questa è stata allocata nel piano seminterrato.

Pur parlando essenzialmente di segnali, le posizioni e le scelte, sembrano coerenti con le asfittiche risorse e gli sforzi profusi dall'Amministrazione verso la cultura.

Non di meno avere come biglietto da visita, front office, l'Ufficio Tributi può dare la giusta misura del rigore che attraversano le casse comunali.

Ritornando alla Consulta, vorrei far presente, come ho già fatto, al Signor Sindaco che la stessa è stata fortemente voluta dalla Sua Amministrazione che si è impegnata a garantire, mezzi, strumenti e personale per il funzionamento.

Vorrei inoltre ricordarLe che:

  1. i segnali provenienti dalla Sua Amministrazione, ritardi, rinvii, mancata individuazione e tempestiva assegnazione di mezzi, strumenti e sede, non possono essere più tollerati, intendendo con questo ricordarLe in capo a chi ricadono responsabilità e impegni assunti;
  2. semmai attraverso la Consulta si fossero volute, per così dire, aprire le porte del Comune ai giovani e avvicinare gli stessi al mondo della politica e delle istituzioni, i segnali provenienti dalla Sua Amministrazione palesano inefficienze, inaffidabilità e in sintesi si mostrano inadatti all'obiettivo che mediante l'istituzione della Consulta si intende perseguire;
  3. l'atteggiamento ostruzionistico tenuto, in talune circostanze dai propri succedanei, non trova motivata giustificazione stante che è stata la Sua Amministrazione a volere creare la Consulta;
  4. la dialettica ed il dibattito anche fra comparti istituzionali adiacenti, ma distinti, può solo giovare all'arricchimento democratico dei giovani così come è necessario, parimenti, il rispetto dei ruoli e che queste buone prassi, quando consolidate, diventano patrimonio dell'intera cittadinanza.

In ultima analisi, vorrei ricordare al Signor Sindaco, il quale comunque credo ne abbia coscienza, che non è sufficiente creare qualcosa se poi non se ne sostiene in maniera adeguata e forte l'azione.

Conscio delle difficoltà, socio economiche e finanziarie cui versa il nostro Comune evidenziate anche da azioni disdicevoli e poco ricordate, come l'incendio al Teatro del Villaggio della Gioventù o ancora gli atti vandalici al monumento dedicato al Prof. Nino Cuffaro, offro la più ampia disponibilità affinché quel che rimane del patrimonio culturale del Paese non venga depauperato o disperso.

Ed in questo chiedo il contributo non solo alle Associazioni ed ai Partiti che rappresento, ma, e soprattutto, a tutte le personalità politiche ed istituzionali che Raffadali esprime.

Ai consiglieri provinciali, ai deputati, che a Raffadali fanno riferimento pongo la questione.

Non mi attendo delle risposte risolutive ad ognuno dei problemi, in tempo breve, ma il solo fatto di discutere attorno ad un comune tavolo, fuori dagli steccati politici, può sicuramente agevolare e facilitare, in tutti i sensi, la crescita della nostra Comunità e Cittadina.

La presenza, ad esempio, del Sindaco Cuffaro nel Consiglio di Amministrazione dell'ATOGESA AG2 non può che essere salutata con augurio. Ancor più se accompagnata dalla presenza nella Giunta Provinciale dal Dott. Luigi Argento.

E' ancora vivo, infatti, il ricordo della manifestazione del settembre 2008 con oltre 1000 persone a protestare contro il caro rifiuti.

A Voi si chiede di essere garanti della trasparenza, vigilando opportunamente e se necessario ricorrendo alla denunzia politica ed oltre, sulle tanto discusse facili assunzioni, sugli aumenti sproporzionati o su qualunque fatto di pubblica rilevanza.

Questi, uniti a quanto sopra menzionato, sono alcuni dei segnali attesi dai giovani.




IL PRESIDENTE DELLA CONSULTA GIOVANILE

ING. JOSE’ MASSIMILIANO GALLETTO

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lunedì 4 maggio 2009

Campagna di indignazione nazionale

[GRILLOnews • 16.04.09]

13 miliardi di euro per i cacciabombardieri F-35. E un "terremoto" di indignazione, un coro di proteste. É quello che la società civile è chiamata, ora più che mai, ad esprimere dopo che il 7 e 8 aprile 2009 le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole al «Programma pluriennale relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter JSF», il faraonico progetto che il Governo intende lanciare mediante la produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative. Costo stimato: oltre 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026. «É inammissibile e immorale che il Governo si impegni ad investire decine di miliardi di euro per acquistare cacciabombardieri». Firma anche tu la petizione...


Un "terremoto" di indignazione, un coro di proteste. É quello che la società civile è chiamata, ora più che mai, ad esprimere dopo che il 7 e 8 aprile 2009 le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole al «Programma pluriennale relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter JSF», il faraonico progetto che il Governo intende lanciare mediante la produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative. Costo stimato: oltre 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026. Tredici miliardi di euro!

A ciò va aggiunta la realizzazione sul suolo nazionale, a Cameri (Novara) di un centro europeo di manutenzione, revisione, riparazione e modifica dei velivoli italiani ed olandesi: costo di 605,5 milioni di euro. E va aggiunto, anche, un altro miliardo di euro già investito per la fase di sviluppo.

I cacciabombardieri JSF (meglio conosciuti come F-35) sono aerei d'attacco capaci di portare, se serve, anche ordigni atomici e che costituiranno la nuova linea tattica di Aeronautica e Marina nella prima metà di questo secolo. E che ci costeranno un salasso. Un progetto talmente faraonico che perfino il sottosegretario di Stato per la difesa, Guido Crossetto, ha dovuto ammettere «che il finanziamento potrà avvenire attraverso risorse contenute nello stato di previsione del Ministero della Difesa o verosimilmente attraverso fondi allocati in altre poste di bilancio esterne a quello della Difesa».

Nelle scorse settimane, prima del voto delle commissioni parlamentari,
alcune associazioni avevano lanciato un grido di allarme, praticamente oscurato dai mass-media e dai gravissimi eventi dell'Abruzzo. «É paradossale - hanno scritto Giulio Marcon e Massimo Paolicelli della «Campagna Sbilanciamoci» - che si possano stanziare tutti questi soldi per un sistema d'arma che in molti dei paesi coinvolti viene valutato troppo costoso e molto discutibile dal punto di vista operativo. E incoerente con delle missioni di pace. Mentre il Governo non riesce a trovare le risorse necessarie per potenziare gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, indennità di disoccupazione, ecc.) per chi perde il posto di lavoro, le varie "caste" del nostro paese escono intoccate, o solo sfiorate, dalla crisi: banchieri, manager, grandi imprese, le forze armate, ecc. Anche nella crisi si fanno delle scelte che invece di essere guidate dal perseguimento dell'interesse generale, si fanno orientare da interessi corporativi o legati a piccoli e grandi privilegi. Qui, la "sicurezza nazionale" o la "funzionalità delle nostre Forze Armate" non c'entra niente: è solo un gioco di interessi convergenti (business dell'industria bellica nazionale, autoconservazione corporativa delle Forze Armate, difesa di uno status internazionale peraltro assai dubbio, ecc.) a spingere il Governo e il Parlamento in una direzione completamente sbagliata. Quella del riarmo e dell'irresponsabilità sociale. La scelta che il Parlamento si appresta a fare, dando parere positivo alla prosecuzione del programma di costruzione dei 131 caccia bombardieri JSF, è un fatto di assoluta gravità. Più o meno ogni aereo vale l'equivalente di 400 asili nido o se si preferisce, vista l'attualità, l'indennità di disoccupazione (quella prevista dal Governo) per 80mila precari». O, se si preferisce, aggiungiamo noi, i 131 velivoli militari costeranno più dell'intera ricostruzione di case e servizi nel terremotato Abruzzo.

GRILLOnews.it di fronte a questo preoccupante "Programma di riarmo" ha pensato di lanciare in tutta Italia una «Campagna di indignazione nazionale»: una raccolta di firme in appoggio ad un appello che la testata on-line provvederà ad inoltrare alle più alte cariche dello Stato. Appello che verrà inviato, ogni 200 firme raccolte, alle istituzioni nazionali e ai mass-media, per ricordare loro che molti cittadini che vivono nel nostro Paese non ritengono indispensabile, ma anzi immorale, l'investimento di decine di miliardi di euro per l'acquisizione di cacciabombardieri. Firma anche tu. E fai conoscere l'iniziativa ai tuoi amici.

» » FIRMA L'APPELLO « «

Chi è interessato ad approfondire l'argomento, può leggere i resoconti delle sedute delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, nonchè alcuni dei (pochi) interventi pubblicati finora dai mass-media.

Email di riferimento della CAMPAGNA DI INDIGNAZIONE NAZIONALE
campagnaindignazionenazionale@gmail.com

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martedì 7 aprile 2009

Il Villaggio della Gioventù si trasforma

Sarà un progetto ambizioso e innovativo quello che l’amministrazione comunale di Raffadali, guidata dal sindaco Silvio Cuffaro, presenterà oggi, nell’ambito del piano strategico, che vede coinvolti anche i Comuni di Agrigento, Favara, Porto Empedocle, Aragona, Joppolo Giancaxio e Comitini.

“L’obiettivo per la nostra città – ha spiegato l’assessore alle infrastrutture Franco Tuttolomondo – è quello di puntare sul turismo scolastico e congressuale. Al Villaggio della Gioventù, che per la città è stato, per molti anni, fonte di cultura e occasione di socializzazione per intere generazioni, sorgerà infatti, un parco tematico.


L’attuale teatro – ha proseguito Tuttolomondo – sarà ampliato e dotato di copertura, sarà completato l’ortobotanico, già in fase avanzata di allestimento ed inoltre sorgeranno: un planetario, un farfallario e una struttura ricettiva per le scolaresche che verranno in visita al villaggio. Il parco dovrà divenire un indotto per l’economia della città, assieme allo sviluppo della filiera agroalimentare del pistacchio e del mandorlo di Raffadali e tutto contribuirà allo sviluppo dell’intero territorio. Crediamo molto in questo progetto – ha concluso l’assessore Tuttolomondo – e siamo già tutti impegnati per cercare di intercettare tutte le risorse comunitarie necessarie alla realizzazione del parco tematico. Un’idea che, alcuni studi di settore già da noi effettuati, ne confermano la bontà e la concreta possibilità che questa possa diventare un vero volano per tutta l’economia cittadina”.


da agrigentonotizie

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martedì 10 marzo 2009

L´irresistibile ascesa dei lombardiani

Emanuele Lauria da l'Espresso

Un´avanzata inarrestabile. Le truppe lombardiane alla conquista del sottogoverno e della burocrazia regionale ogni giorno guadagnano terreno. Anche se l´ultima nomina è un giallo. Alla presidenza della Fondazione San Raffaele di Cefalù il governatore ha designato un medico di origini siciliane, Stefano Cirillo. Un professionista dal lungo curriculum che ha presenziato all´inaugurazione della sede della Colomba a Milano: le agenzie, nel raccontare l´evento, il 26 gennaio scrissero che Cirillo era stato nominato coordinatore dell´Mpa in Lombardia. E sulla base di quella notizia è esploso un caso politico, con l´interrogazione del deputato del Pdl Giuseppe Limoli e la piccata risposta di Nicola D´Agostino, esponente autonomista che invita Limoli a mostrare l´atto di nomina, pena una querela. «Il dottor Cirillo ci ha dato una mano in Lombardia, è vicino alle nostre posizioni, ma di certo non ha un incarico di partito. In ogni caso, non vedo lo scandalo», dice D´Agostino. L´ultima polemica è comunque la cartina di tornasole dell´insofferenza, anche dentro la maggioranza, verso un´assalto in piena regola, un´occupazione dei posti di potere più visibili come del sottobosco dell´amministrazione regionale. Simboleggiata dall´ultima tornata di nomine dei dirigenti generali, con due commissari provinciali dell´Mpa (Nicola Vernuccio a Palermo e Rossana Interlandi a Caltanissetta) promossi capi dipartimento, all´Industria e all´Ambiente. Come sempre, non si discute il merito. Ma il sospetto che conti pure la tessera di partito è forte. E non è un caso, forse, che nello staff di Lombardo a Palazzo d´Orleans ci sia Nino Amendolia, ex deputato e assessore provinciale dell´Mpa a Catania. E, se le nomine nei board degli enti si limitano sinora alla presidenza vicaria dell´Ast affidata a Giulio Cusumano e al ruolo di membro del Cda di Unicredit assegnato a Marianna Li Calzi, negli assessorati targati Mpa è in corso un´invasione senza precedenti di militanti del movimento autonomista.Il record è dell´assessore alla Cooperazione Giovanni Di Mauro. Che nel suo staff ha inserito dieci, dicasi dieci, dirigenti di partito o stretti congiunti. A uomini dell´Mpa sono andati, in pratica, tutti i posti di "esterno" nelle strutture alle dipendenze di Di Mauro. Vi figurano ben cinque componenti del direttivo provinciale di Agrigento: l´ex deputato regionale Emanuele Di Betta, l´ex sindaco di Sciacca Michele Marciante, e ancora Roberto Caruana, Giuseppe Milisenda e Alfonso Vassallo, responsabile del movimento provinciale di Agrigento. Ma non finisce qui: nella segreteria particolare Di Mauro ha inserito un altro ex sindaco di Sciacca, Giuseppe Turco, candidato della lista Democratici e autonomisti alle ultime regionali, e Gerlando Virone, dirigente di sezione dell´Mpa a Raffadali. Basta così? Macché. Oltre a Di Betta, del servizio di pianificazione dell´assessorato fa parte un altro esponente dell´Mpa: Antonino Costumati, già rappresentante delle Acli. E non mancano i figli d´arte: accanto a sé, Di Mauro ha voluto pure Nino D´Arrigo e Francesco Prestigiacomo, figli rispettivamente di Leonardo D´Arrigo e Giuseppe Prestigiacomo, dirigenti di lungo corso dell´Mpa palermitano. Non è stato da meno Giuseppe Sorbello, assessore al Territorio e sindaco di Melilli: nell´ufficio di gabinetto ha inserito Santino Catalano, primo dei non eletti alle regionali, per l´Mpa, nel collegio di Messina. Ma anche l´ex assessore provinciale di Palermo Giuseppe Colca e Giuseppe Cimino, altro esponente del direttivo dell´Mpa di Agrigento. Nella segreteria particolare c´è Nicola Barone, ex deputato regionale forzista transitato nel movimento di Lombardo. E fra i consulenti spunta il nome di Salvatore Fratello, che nel 2006 avrebbe dovuto correre alle regionali nell´Udc al posto del fratello Onofrio, il primo politico a patteggiare una condanna per mafia. Lasciato l´Udc, Salvatore Fratello è passato nell´Mpa, si è candidato alle elezioni del 2008 ma non ha conquistato il seggio all´Ars. E ha trovato un incarico da duemila euro al mese alla corte di Sorbello.



08 marzo 2009

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giovedì 22 gennaio 2009

AVVISO


Come previsto dal Regolamento della Consulta:

Art. 1 - Composizione della Consulta

Possono fare parte della Consulta Giovanile:
A) I rappresentanti delle Associazioni ricreative, turistiche, sportive, culturali, assistenziali aventi la sede legale nel territorio del Comune di Raffadali e costituite da almeno un anno;
B) I delegati dei partiti e dei movimenti politici che abbiano una rappresentanza parlamentare nell’Assemblea Regionale Siciliana o nel Parlamento Italiano;
C) I delegati dei partiti o delle liste civiche che abbiano una rappresentanza consiliare nel Consiglio Comunale di Raffadali;
D) I delegati dei partiti o dei Movimenti che abbiano una rappresentanza consiliare nel Consiglio Provinciale di Agrigento, purchè aventi una sede attiva nel territorio del Comune di Raffadali;
E) I rappresentanti degli studenti universitari residenti a Raffadali ed eletti in ciascuno degli organi superiori (Consiglio d’Amministrazione, Opera Universitaria, Senato Accademico, Centro Universitario Sportivo, Consiglio degli studenti) e nei Consigli di Facoltà delle Università siciliane, nei limiti temporali dei rispettivi mandati.
F) I rappresentanti dei giovani inseriti nel mondo del lavoro in misura di 1 delegato per ognuna delle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative ed aventi sede legale nel territorio del Comune di Raffadali.
G) 4 rappresentanti degli studenti iscritti negli istituti di istruzione secondaria superiore, eletti con le modalità di cui all’art. 6 del presente regolamento.


Art. 2 - Nomina dei delegati e requisiti degli stessi

Ogni organizzazione aderente alla Consulta Giovanile deve delegare, per iscritto, un rappresentante effettivo ed uno supplente, i due delegati non possono avere lo stesso sesso.
La delega deve essere indirizzata all’Ufficio di Presidenza della Consulta Giovanile Comunale presso la segreteria dell’Assessorato competente.
Ogni organizzazione può, in ogni momento, sostituire il proprio rappresentante, purchè informi nei modi di cui al comma precedente, la consulta stessa.
Possono essere nominati delegati i giovani residenti nel Comune di Raffadali aventi un’età compresa tra i 16 e i 35 anni. La carica di componenti della Consulta è a titolo gratuito ed è incompatibile con qualsiasi carica politica.

….OMISSIS…

Art. 11 - Nuove adesioni

Le associazioni, i partiti e le organizzazioni che desiderano acquisire la qualità di membro della Consulta Giovanile devono farne richiesta scritta al Presidente della Consulta stessa nel periodo compreso tra il 20 Gennaio ed il 28 Febbraio.
Le organizzazioni devono allegare alla propria richiesta:

a) copia dello statuto;
b) copia dell’atto costitutivo;
c) ogni altro documento dal quale si evinca la sede sociale;
d) delega firmata dal rappresentate legale dell’associazione (o del coordinatore del partito o dell’organizzazione) con allegata copia della carta d’identità del delegante.

L'ufficio di Presidenza verifica i requisiti e ne delibera l'accettazione con il voto favorevole di almeno 5/7 dei componenti l'ufficio stesso.
Tali deliberazioni devono essere inserite nell'ordine del giorno della riunione successiva per la necessaria ratifica da parte dell 'Assemblea.
Avverso i provvedimenti di mancata ammissione può essere proposta opposizione innanzi all’Assessore alle Politiche giovanile che previo parere del Segretario Comunale si pronuncia sull’opposizione entro 30 giorni dalla presentazione della stessa.

PERTANTO SI INVITANO GLI INTERESSATI A PRODURRE ENTRO IL TERMINE UTILE LA DOCUMENTAZIONE PER L’ADESIONE ALLA CONSULTA.

GRAZIE


IL PRESIDENTE
ING. JOSE’ MASSIMILIANO GALLETTO

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